![]() La fortificazione delle isole Tremiti |
Castelli
e palazzi nella Capitanata del tredicesimo secolo Da
D. Leistikov – Castelli e palazzi nella Capitanata del XIII secolo – |
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![]() Castel
del Monte, la grande fortezza a sud del fiume Ofanto |
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La
Capitanata, la parte settentrionale della Puglia, il territorio i cui confini
coincidono prevalentemente con quelli della odierna Provincia di Poggia, venne a
trovarsi nel XIII secolo nel punto focale degli avvenimenti mondiali. La
Capitanata divenne la zona preferita del dominio dell'Imperatore Federico II di
Svevia (1212-1250), la terra della sua sede di governo Foggia, degli
innumerevoli castelli di caccia e di soggiorno siti nei suoi dintorni, del
palazzocastello di Lucera ed infine anche la terra in cui si trova Fiorentino,
luogo del suo decesso. |
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…Il tentativo presentato per la prima volta alla figura n. 1 di una mappa dei
castelli e dei palazzi di Capitanata si basa da una parte su notizie storiche,
soprattutto sul cosiddetto "Statutum de reparatione castrorum",
d'altra parte sulle costruzioni ancora oggi esistenti e sui resti di Castelli e
Palazzi nei luoghi e nei complessi di ruderi indicati. Questa mappa riguarda soprattutto il XIII sec., cioè dalla fine del dominio Normanno - passando per l'Imperatore Federico II ed i suoi successori Corrado IV e Manfredi - a Carlo I D'Angiò… …Una importanza decisiva per lo studio sistematico dei castelli e dei palazzi risiede soprattutto nel già citato statuto sulla manutenzione dei Castelli, non debitamente valutato da Haseloff; un documento, che in verità è disponibile solo in copie secondo redazioni di epoca angioma, che presumibilmente però risale all'epoca di regno di Federico II e dei predecessori Normanni. Esso contiene in elenchi completi delle costruzioni, ordinati per provincie, "la determinazione legale dei comuni e delle persone che per diritto consuetudinario erano obbligati alla manutenzione dei castelli curiali, premesso che questo obbligo non riguardasse la curia stessa". Con giuste motivazioni Sthamer presume che Federico II agli inizi degli anni 30 con l'istituzione della carica dei "provisores castrorum" conferisse un nuovo ordinamento all'amministrazione dei castelli ed in tale sede facesse raccogliere e codificasse i diritti consuetudinari risalenti all'epoca normanna riguardanti la manutenzione dei castelli… …Lo statuto comprende le rocche e i castelli sottoposti alla curia, cioè all'amministrazione imperiale, ossia, come si diceva in epoca angioina, i "castra, domus et palacia solaciorum et massariarum". I "castra" dello statuto in qualità di castelli si possono paragonare alle rocche secondo i concetti dell'Europa centrale nella misura in cui essi rappresentavano opere prevalentemente difensive ed ospitavano una guarnigione militare. Luoghi di dimora imperiale in generale non la erano. D'altra parte le "domus" o "palacia" di regola non rivestono funzioni militari, ma servivano all'imperatore o alla corte, sia come luoghi di soggiorno temporaneo (ad es. per la caccia), sia come sedi amministrative o come aziende agricole. |
![]() ![]() Due vedute del castello di Bovino |
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![]() ![]() Il castello di Termoli a nord del fiume Fortore |
![]() Sant'Agata di Puglia veduta del paese dominato dal castello |
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Per la Capitanata lo statuto comprende in totale 50 costruzioni. A questi
"castelli demaniali” si contrapponevano i "castelli baronali",
in mano ai feudatari, che nella provincia sede del governo dovevano essere di
gran lunga una minoranza… …Dal punto di vista geografico la Capitanata si articola in tre zone, la pianura ondulata del cosiddetto Tavoliere di Puglia con l'antico centro di S. Severo, un territorio che inizia sulla costa settentrionale del Monte Gargano a sud di Termoli e termina a sud presso le colline delle Murge. Esso costituisce l'accesso naturale alla Puglia provenendo da nord. La parte orientale della Capitanata è occupata dal caratteristico "sperone" del Monte Gargano, che come monte calcareo alto fino a 1000 metri, attraversato da profonde valli, si protende nel Mare Adriatico ed al quale come appendice appartengono le Isole Tremiti. Antico centro di questo territorio è Montesantangelo con il famoso santuario dell'arcangelo Michele. Fino all'edificazione di Manfredonia il porto più importante della Capitanata rimase Siponto. Al di là del Tavoliere verso Ovest, si estendono tra le valli del Fortore e del Carapelle i Monti della Daunia, che si innalzano fino ad oltre 1000 metri e come territorio montuoso fortemente articolato si dispongono come propaggini del massiccio centrale degli Appennini. Attraverso questo territorio passa il confine tra Capitanata e Campania ed anche l'importante collegamento Est-Ovest da Foggia in direzione di Benevento e Napoli. In base a questa situazione geografica le rocche e i castelli della Capitanata si possono suddividere in tre gruppi principali, le costruzioni del Tavoliere di Puglia (inclusa la residenza di Foggia), quelle del Monte Gargano e quelle delle propaggini dell'Appennino. In riferimento a questa suddivisione si può tentare di spiegare l'importanza dei complessi in rapporto alla rete di castelli di questa terra così ricca di storia. I castelli della Capitanata settentrionale proteggevano la via di accesso al Tavoliere e quindi alla Puglia, che sulla costa orientale d'Italia provenendo dagli Abruzzi e dal Molise raggiungeva il territorio pugliese nei pressi di Termoli. Li c'è tuttora l'imponente castello che si affaccia sul porto. Analoga è da intendersi la funzione dei castelli di Serracapriola e Civitate. Lucera, al centro del Tavoliere e quindi in posizione estremamente favorevole e strategicamente importante, era fin dall'antichità la roccaforte più importante e dall'epoca delle trasformazioni architettoniche di Carlo D'Angiò anche la fortezza più munita della zona. In epoca sveva proteggeva la residenza di Foggia, solo debolmente fortificata, ed anche i numerosi castelli di caccia e di soggiorno posti nei suoi dintorni. Anche a Sud del Tavoliere si trovano alcuni complessi. Tuttavia su questo fianco rivolto verso l'interno della Puglia non si rese necessario istituire una cinta di fortificazioni, in quanto al di là dell'Ofanto, fiume di confine, sulle colline delle Murge si elevava il possente castello di Canosa di Puglia. La maggior parte delle costruzioni del Tavoliere si trovano in rapporto più o meno diretto con la corte imperiale, e molte di queste erano dimore stabili oppure aziende agricole piuttosto che castelli veri e propri. |
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Un discorso diverso è da farsi per le rocche poste sul Monte Gargano. La loro
costruzione obbediva principalmente alle esigenze di difesa, poiché qui si
apriva verso il mare un tratto di costa oltremodo lungo ed indifeso, il quale
nel corso dei secoli era stato esposto a continue incursioni. Era quindi
nell'interesse dei feudatari locali istituire una serie di fortificazioni che
servisse alla protezione delle città costiere e degli insediamenti posti più
all'interno. La protezione di questi luoghi richiedeva opere militari prive di
pretese di rappresentanza, castelli che tenevano conto solo delle necessità di
una guarnigione e di una efficace difesa contro il nemico. Tra tutte primeggia Montesantangelo in quanto dispositivo di difesa estremamente fortificato, che
per la sua posizione predominante proteggeva non solo il centro del Massiccio
del Gargano, ma anche il Santuario di S. Michele. Il lato nord dello sperone era
difeso dai castelli delle Isole Tremiti, di Sannicandro Garganico, di Carpino,
di Vico e di Peschici, la punta orientale era occupata da Vieste.
Significativamente il lato occidentale del Gargano rimase quasi libero da
fortificazioni. Qui sono da citare oltre ad Apricena, che è attestata come
luogo di frequente soggiorno dell'Imperatore Federico Il, solo Rignano ed il
misterioso e solitario Castel Pagano. I dispositivi di difesa più imponenti
si trovano a Manfredonia, la cui costruzione fu iniziata già sotto Manfredi, ma
fu portata a termine solo sotto Carlo I d'Angiò. Questo castello, il meglio
conservato della Capitanata, riveste un particolare interesse, in quanto alcuni
dettagliati documenti di epoca angioina forniscono un quadro del procedere della
costruzione. |
![]() ![]() Ingresso e mura del castello di Monte Sant'Angelo |
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…Il citato statuto sulla manutenzione dei castelli opera una distinzione tra
"castra" e "domus" oppure "palacia", fissa quindi
criteri di diritto amministrativo, che permettono di risalire solo in modo
limitato ai modelli architettonici. Comunque tra i "castra", come già
menzionato, si possono comprendere castelli con caratteri prevalentemente
difensivi, tra le "domus" ed i "palacia" castelli di
soggiorno e di caccia, i quali potevano essere fortificati solo in parte o per
niente, oppure aziende agricole (masserie). Inoltre l'analisi dei modelli
architettonici deve essere condotta anche sulla base delle rovine esistenti. |
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Il castello di
Manfredonia![]() |
Veduta dall'alto, il cortile interno, veduta dal mare, il bastione
pentagonale![]() |
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Delle “domus" o dei “palacia" imperiali non se ne è purtroppo
conservato alcuno...
Bibliografia |
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La fortificazione
angioina del colle Albano a Lucera Veduta d'insieme con l'individuazione del castello federiciano e la sua ricostruzione ![]() ![]() |
La cinta muraria
angioina - Il fossato - Ruderi di Castel Fiorentino![]() ![]() ![]() |
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