Ultima modifica: 18 Marzo 2020
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6 marzo, Giornata dei Giusti dell’umanità

L’emergenza sanitaria ha annullato in tutta Italia le iniziative previste per celebrare questa
giornata ed al Giardino di Milano, in maniera simbolica, si sono onorati le figure dei Giusti scelti
per quest’anno.
Può sembrare legittimo considerare superfluo la riflessione su queste figure .
In questo momento , pervaso da una latente e spesso mal celata paura per il futuro, in cui
siamo invitati a “ restare a casa”, abbiamo l’occasione di scoprire il senso della comunità, di
rapporti quotidiani e di affetti dati per scontati, e soprattutto un forte sentimento di solidarietà,
ed allora a cosa ci servono i giusti?
Siamo invitati a non abbandonarci allo sconforto ed a concentrarci sulla SPERANZA e ricordare
che in ogni momento della storia ci sono state e ci sono persone che hanno scelto il bene, che
hanno salvato delle vite, che hanno fatto anche solo un “gesto Giusto”, cosa che in questi giorni
sperimentiamo nel lavoro, nella dedizione e nell’amore che viene dato, a coloro che ne hanno
bisogno, da parte di tutto il personale sanitario.
Per ricordare i Giusti onorati quest’anno è stato scelto il tema della responsabilità globale a cui
tutti siamo chiamati in quanto abitanti di questo pianeta.
Chi ha salvato una vita durante i genocidi del Novecento, chi ha sfidato i totalitarismi per
un’Europa di pace e democrazia, chi oggi si batte per i diritti delle donne e dei più deboli, chi ha
difeso e difende l’altro conto ogni forma di fondamentalismo, chi protegge l’ambiente dalla
minaccia dei cambiamenti climatici, ci dimostra, dice Martina Landi, Responsabile della redazione
Gariwo, non solo che in ogni momento è sempre possibile fare una scelta di responsabilità, ma
anche che di fronte a sfide globali non possiamo dividerci – in Stati, regioni, popoli – ma affrontare
tali problemi consapevoli di appartenere a un’unica natura. Solo così si interrompono i
meccanismi di odio e contrapposizione.
I Giusti sono una grande terapia in questo senso, e non devono essere visti come esempi astratti.
Dalle loro storie possiamo imparare comportamenti per la nostra vita quotidiana, anche in questo
momento.
Impariamo dai Giusti a prenderci cura dell’altro attraverso delle scelte di responsabilità.
Ci possiamo salvare solo tutti insieme, e i Giusti ci indicano la strada per farlo.
L’ isolamento obbligato, il senso di smarrimento che ci accompagna fanno scorrere nella mente
e nel cuore volti e rapporti fino ad ora ignorati o vissuti con superficialità e ci invitano a ritornare

con spirito nuovo, per vivere una quotidianità più vera e gioiosa, perché, come dice papa
Francesco “la gioia nasce dalla gratuità di un incontro con l’altro”.
Mi piace infine ricordare un brano tratto da un opera di Charles Péguy, drammaturgo, poeta,
critico e scrittore francese nato il 7 gennaio del 1873 a Orléans : La speranza bambina
(da Il portico del mistero della seconda virtù, 2011)
La fede , dice Dio,non mi stupisce.
Risplendo talmente nella mia creazione.
Nel sole e nella luna e nelle stelle.
In tutte le mie creature …
Che per non vedermi realmente queste povere persone dovrebbero esser cieche.
La carità, dice Dio, non mi sorprende.
La carità, no, non è sorprendente
Queste povere creature son così infelici che, a meno di aver un cuore di pietra, come potrebbero
non aver carità le une per le altre.
Come potrebbero non aver carità per i loro fratelli.
Ma la speranza, dice Dio, ecco quello che mi stupisce.
Me stesso.
Questo è stupefacente …
Quale non dev'esser la mia grazia e la forza della mia grazia perché questa piccola speranza,
vacillante al soffio del peccato, tremante a tutti i venti, ansiosa al minimo soffio,
sia così invariabile, resti così fedele, così eretta, così pura; e invincibile, e immortale, e impossibile
da spegnere; come questa fiammella del santuario.
Che brucia in eterno nella lampada fedele.
Una fiamma tremolante ha attraversato la profondità dei mondi.
Una fiamma vacillante ha attraversato la profondità delle notti.
Da quella prima volta che la mia grazia è sgorgata per la creazione del mondo.
Da sempre che la mia grazia sgorga per la conservazione del mondo.
Da quella volta che il sangue di mio figlio è sgorgato per la salvezza del mondo.
Una fiamma che non è raggiungibile, una fiamma che non è estinguibile dal soffio della morte.
Ciò che mi sorprende, dice Dio, è la speranza.
E non so darmene ragione.
Questa piccola speranza che sembra una cosina da nulla.
Questa speranza bambina.

Immortale.
Perché le mie tre virtù, dice Dio.
Le tre virtù mie creature.
Mie figlie mie fanciulle.
Sono anche loro come le altre mie creature.
Della razza degli uomini.
La Fede è una Sposa fedele.
La Carità è una Madre.
Una madre ardente, ricca di cuore.
O una sorella maggiore che è come una madre.
La Speranza è una bambina insignificante …
Ma è proprio questa bambina che attraverserà i mondi.
Questa bambina insignificante.
Lei sola, portando gli altri, che attraverserà i mondi passati.
Questa bambina insignificante.
Lei sola, portando gli altri, che attraverserà i mondi passati.
Come la stella ha guidato i tre re dal più remoto Oriente.
Verso la culla di mio figlio.
Così una fiamma tremante.
Lei sola guiderà le Virtù e i Mondi.
Una fiamma squarcerà delle tenebre eterne.
(…)
Ma la speranza non va da sé. La speranza non va da sola. Per sperare, bambina mia, bisogna esser
molto felici, bisogna aver ottenuto, ricevuto una grande grazia
La piccola speranza avanza fra le due sorelle maggiori e su di lei nessuno volge lo sguardo.
Sul sentiero in salita, sabbioso, disagevole.
Sulla strada in salita.
Trascinata, aggrappata alle braccia delle due sorelle maggiori,
Che la tengono per mano,
La piccola speranza.
Avanza.
E in mezzo alle due sorelle maggiori sembra lasciarsi tirare.
Come una bambina che non abbia la forza di camminare.
E venga trascinata su questa strada contro la sua volontà.
Mentre è lei a far camminar le altre due.
E a trascinarle,

E a far camminare tutti quanti …
E le due grandi camminan solo per la piccola.
Prof.ssa D’Apollo

Giornata dei Giusti 2020