Ultima modifica: 28 marzo 2018
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Incontro con la poetessa Elina Miticocchio

ELINA MITICOCCHIO nata a Foggia  è autrice di poesie e racconti.                                                                                      Appassionata di arte pittorica,  cura un suo blog personale “Imma(r)gine”, spazio in cui raccoglie, oltre ai suoi testi, anche voci di altri autori e illustrazioni. Nel 2014 è stata selezionata per far parte di una plaquette dal titolo Le trincee del grembo – Dodici prove d’autore al femminile dell’associazione culturale LucaniArt.                              Sempre nel 2014 ha pubblicato per la casa editrice  Terra d’Ulivi   la raccolta poetica dal titolo  Per filo e per segno . Nel 2015  la plaquette Semi di parole   per l’Associazione culturale Exosphere  PoesiArtEventi di Reggio Emilia, nella collana Exosphere Plaquettes.

È presente nell’antologia di poesia italiana contemporanea per ragazzi Cieli bambini. Ed è inserita nell’antologia Sotto il cielo più largo del mondo. Trenta poeti dauni  edita dalla casa editrice Besa nel  2016.

Le sue poesie sono state pubblicate su diversi blog letterari ed antologie.

Nel dicembre del 2016 ha pubblicato la silloge poetica dal titolo “Le Stanze del vento” della collana   I Girasoli   edita dalla  Secop edizioni 2016.

Questa opera è come un invito che l’autrice rivolge ad ogni lettore a percorrere con lei un viaggio interiore alla scoperta dei mondi che ci abitano e di cui siamo, spesso, inconsapevoli. Ed è quello che lei fa. Un viaggio dentro se stessa, attraverso un itinerario pieno di memoria, di nostalgia degli anni dell’infanzia, un mondo semplice, ricco di sogni, di fantasia in cui trovare rifugio, alla ricerca delle proprie radici e cercando di ritrovare la propria identità che viene intuita, intravista, percepita, ma che non pienamente riesce ad afferrare, che sfugge dalle mani.

Le Stanze del vento. All’interno della sua opera ci sono delle stanze  le quali rappresentano le sue tematiche, le sue passioni ed  attraverso  i suoi  versi  ella evoca  sentimenti, tradizioni, valori   che trasportano  magicamente nel mondo onirico della fanciullezza.

La STANZA , la sua casa di fanciulla, il focolare domestico ma anche se stessa, il suo cuore, il suo essere- e nel cammino dentro se stessa riscoprire quell’amore   che le ha donato la vita, quelle “radici e braccia stese come rami in protezione, a placare il vento” (pag 143)  Il VENTO, il percorso della vita … le difficoltà, gli imprevisti, i dolori, gli affanni, che possono  fermarti ma … i  legami  e le persone che ti hanno amata e che ti hanno plasmata ti danno la forza per  continuare ad andare ed Elina cerca di ripercorrere la BELLEZZA della VITA, il senso della sua vita, che viene desiderato, intuito ma che nel tornare con la mente e con il cuore   sfugge tra le mani , non si  afferra pienamente,  “ il cui centro infinito non colgo”,  ma a cui si aggrappa con tutta se stessa. (la struttura del vento  96)

Ed in questo cercare , ritrovare non solo se stessa ma riconoscersi in una unica origine, cogliere di essere nati da un’unica fonte che è l’Amore e così riconoscersi tutti FRATELLI  (la pace  138).

Le parole di Elina  si posano, si alzano, si librano nell’aria tra ricordi, emozioni, affetti, dolori … e sono versi apparentemente semplici,  ma che necessitano di una più attenta rilettura  per riuscire a coglierne  il  messaggio  che  sicuramente  non è solo rievocare il  passato, né memoria nostalgica di un mondo bello non più reale ma …  mezzo, strumento … per affrontare il presente.

prof.ssa Carmela D’Apollo

Laratro recensione

INCONTRO CON L’AUTORE Elina Miticocchio