Ultima modifica: 10 maggio 2018
Liceo "Carolina Poerio" > Avvisi > Presentazione del libro “Il Regalo della comunicazione – Il Dono”

Presentazione del libro “Il Regalo della comunicazione – Il Dono”

Il Dono

Il regalo della comunicazione evoca la serie di studi sul “dono”che nel secolo scorso hanno animato il  dibattito culturale richiamando l’attenzione sulla ricchezza di simbolismi che ne faceva nelle società  premoderne il fulcro della vita sociale : legami ,solidarieta’,lavoro,svago si esprimevano  nella ritualità  di un cerimoniale che aveva lo scopo di rinforzare la coesione del gruppo e garantire la sopravvivenza di una comunità .

Il richiamo a societa’ storicamente, geograficamente e culturalmente lontane diventa quasi inevitabile se proviamo a riflettere sui cambiamenti indotti dalla modernita’ a livello di rapporto con se stessi, di rapporti interpersonali e di rapporto con la vita .

Da qui nasce, nell’epoca della globalizzazione, l’analisi volta ad investigare  l’uno o l’altro aspetto della vita sociale,da parte di chi , sottraendosi alla scelta di  un  nichilismo passivo, si dispone invece alla   ricerca di spazi di comprensibilità da cui inventare nuovi orizzonti e aprirsi al futuro con  progetti  di trasformazione del mondo.

L’approccio  ,tanto nell’opera di Sebastià Serrano, linguista e scrittore spagnolo, che  nella traduzione della dott.ssa Caione, é guidato dal rigore e dalla prudenza del metodo scientifico,un metodo che dagli ultimi decenni del secolo scorso necessita di nuovi paradigmi , adatti a comprendere i sistemi interconnessi, un metodo dove si richiede onestà  intellettuale e rispetto per l’argomento, dove la ricerca del vero,  caricandosi di valori etici, si traduce nella capacità  del Pensiero di autodisciplinarsi, considerando le idee come ipotesi da dimostrare e non dogmi da affermare,con il coraggio di sottoporle ad analisi fino a farne emergere le conseguenze ,anche indesiderate, con un sentimento di profonda connessione tra interno ed esterno,individuo e società.

È  di notevole valore  che la scuola   a un abito mentale elastico e dinamico, complesso e prudente perché  poi nella vita e nel lavoro non ci sarà  più  il tempo di osservare i fenomeni con altrettanta correttezza, ma se qualcuno ci avrà  abituati a farlo o ci avrà  messi sull’avviso, qualche attenzione nel dare giudizi o nel prendere decisioni sarà  possibile.

Il Rapporto con il territorio

la traduttrice ritorna a Foggia, nel luogo da cui è  partita per ragioni di studio  , con un lavoro che è  frutto di  contaminazioni tra dati naturali e culturali, tra vicino e lontano, tra soggetti e istituzioni, per restituire alla sua terra informazioni utili ad alimentare la crescita interna del sistema e per  co-evolvere, in uno scambio continuo di informazioni .

L’evento che il l’Istituto Poerio ha ospitato il 4 Maggio scorso è stato  colto dalle studentesse e dagli studenti presenti come una opportunità  per  interpretare e conoscere il nostro territorio attraverso un racconto  da condividere, in cui i soggetti che si sono lasciati coinvolgere  hanno potuto muoversi tra i processi di globalizzazione e il ripiegamento comunitario, come due aspetti complementari di uno stesso fenomeno, che si influenzano e si rafforzano a vicenda;

riconoscere il proprio vissuto, ricomporre  gli spazi frammentati,  le  contraddizioni , le potenzialità , le vocazioni e le risposte delle Istituzioni  ai bisogni di sopravvivenza , di socialità  e di cambiamento.

radicarsi nel proprio territorio( nel suo significato di spazio umanizzato )che  è  anche lo scopo dell’alternanza scuola/ lavoro,

maturare  maggiore consapevolezza, il che  significa  poterne uscire con maggiore libertà e capacità  di inventare nuove prospettive.

Sappiamo che sull’aspetto della relazione che è  propriamente l’oggetto dell’opera presentata,  siamo ancora agli inizi e che vanno trovate nuove vie per togliere i recinti che inducono ognuno a guardare al proprio interno e a mal sopportare lo sguardo di chi viene da fuori.

Non si tratta solo di una necessità  pedagogica o civile, ma quasi etica: l’avvio di uno spazio di confronto e di costruzione di significati.

La sfida della coesistenza non facile tra diversi, richiama l’immagine biblica di Babele ,che appare una metafora appropriata del nostro tempo e del tempo che verrà,  sia nel suo evocare,da un lato, il momento in cui l’unità  linguistica si spezza e subentra la diversificazione dei linguaggi e la contrapposizione delle culture, sia nel suggerire, dall’altro, l’ideale regolativo di una città  futura in cui la rottura dell’omogeneita’ non rappresenti una perdita, ma una chance, non un limite, ma la possibilità  per ciascuno di aprirsi al confronto con l’altro.