Ultima modifica: 29 Febbraio 2020
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Treno della Memoria 2020 – Tornare ad Auschwitz! Ancora una volta … e mille altre volte … Come se fosse la prima.        

Anche quest’anno la nostra scuola ha aderito al progetto regionale Treno della Memoria, proposto dall’associazione regionale Terra del Fuoco Mediterranea  con il patrocinio del Miur; ed ha visto la partecipazione di  14 alunni appartenenti alle classi 5D e 5E dell’indirizzo linguistico.  “Siamo in viaggio – dichiara Paolo Paticchio, presidente nazionale Treno della Memoria – in questa sedicesima edizione e nel 75esimo anniversario dalla liberazione dei campi di Auschwitz, per continuare a tenere accesa la memoria sulla peggiore pagina della nostra storia, per raccogliere il testimone di chi questa tragedia l’ha vissuta sulla propria pelle, per costruire un futuro consapevoli del nostro passato. Questa edizione l’abbiamo chiamata “In viaggio contro la Paura” perché crediamo che in tempi difficili come questo, questo sentimento che serpeggia nella nostra contemporaneità, quando fomentato,  possa incattivirci. Noi queste paure invece le vogliamo guardare in faccia e affrontarle, con la consapevolezza del nostro passato, con la voglia di condividerle nella fratellanza, da uguali”. Ed  “è questo il senso del Treno della Memoria -spiega Emiliano nel suo saluto ai partecipanti- È innanzitutto un percorso educativo e culturale, un’esperienza collettiva unica, un circuito di cittadinanza attiva in cui i giovani coltivano la speranza in un mondo plurale, in un mondo in cui la convivenza delle differenze sia valore aggiunto alla bellezza dell’umanità”.

Il viaggio è stato lungo e faticoso! Abbiamo raggiunto Berlino,  visitandola attraverso un percorso cittadino che ci ha portato nei luoghi  testimonianza e documento delle scelte ed azioni del Terzo Reicht: il progetto EutanasiaT4;  il Monumento  per commemorare lo sterminio dei rom e sint;  il Memoriale per tutti gli ebrei d’Europa assassinati;  nonché il Memoriale dell’Armata Rossa, per  i crimini commessi dai soldati russi sui cittadini tedeschi e soprattutto la ferocia perpetrata nei confronti delle donne …  e Donne  violentate, torturate, seviziate , umiliate nella loro femminilità, annullate nella loro identità , con la stessa  ferocia, all’interno del campo femminile di Ravensbrück. E poi … Auschwitz …

L’ attesa  dell’arrivo e l’apparire del cancello accelera il battito e scatena emozioni contrastanti.

Prima che i piedi oltrepassino quel cancello il cuore e la mente è già dentro il campo per cullare in un caldo abbraccio il dolore provato e la sofferenza vissuta.

Una  pioggia battente ci ha accompagnato per tutta la visita del campo di Auschwitz e generosi fiocchi di neve in quella a Birkenau.

La guida ci parla di ciò che è accaduto, descrive fatti , luoghi e persone,  ma la ragione cerca risposte che non trova ed all’interno delle baracche immagina volti smarriti, mani che si cercano ma … tutto è desolazione, silenzio; nel luogo in cui l’uomo ha mostrato tutto il male di cui è capace,  e …  mentre  nell’aria riecheggiano i nomi,  non possiamo che raccogliere quell’umanità umiliata, degradata, assassinata, restituendo ad essa la dignità tolta.

Nel  vociare indistinto si sente assordante il rumore dei passi sul selciato … ed usciamo dal campo …  La mente si chiude in una preghiera per quanti erano e non sono più, per tutti quei bambini che non sono mai diventati  uomini, che non hanno mai provato la gioia di innamorarsi , di amare e di essere amati e solo per la malvagità dell’uomo.

Mi auguro che il viaggio non sia stato vano! …  toccare con mano questa storia sia stato per i nostri ragazzi la spinta a guardare l’altro  (così come dice il filosofo ebreo Lévinas) come VOLTO,  riconoscendolo nella sua identità più autenticamente umana   e  scelgano  di sviluppare  atteggiamenti di apertura , di tolleranza, di accoglienza, cercando  all’interno del loro cuore quella compassione che ci rende degni di essere chiamati uomini .

Prof.ssa D’Apollo