Ultima modifica: 17 Febbraio 2020
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UNA GIORNATA CON LORELLA CARIMALI

Lunedì 3 febbraio alcune classi del Liceo C. Poerio hanno partecipato all’incontro con la professoressa Lorella Carimali, dopo aver letto il suo romanzo “La radice quadrata della vita”. Docente di matematica e fisica, è stata riconosciuta nel 2017 tra i dieci migliori insegnanti italiani dell’Italian Teacher Prize e successivamente nel 2018 è stata selezionata tra i 50 finalisti del Global Teacher Prize. Inizialmente la professoressa ci ha raccontato della sua vita: figlia di due genitori con la licenza elementare, viveva in una casa di ringhiera, tipica della città di Milano, dove il bagno si trovava esternamente. Ciò le ha permesso di non avere timore dell’altro perché condividendo una cosa così intima non avrebbe mai potuto avere paura di chi la circondava. Dopo aver terminato gli studi universitari, ha dovuto scegliere tra fare ciò che le venne proposto, ovvero lavorare in un’azienda che le avrebbe garantito la ricchezza economica, oppure tener fede a quello che era il suo sogno. Così ha scelto di entrare a far parte del mondo delle relazioni sociali e quindi della scuola. Questa sua scelta è derivata da una volontà ben precisa, quella di voler migliorare la società attraverso strumenti morali e culturali adatti. L’esperienza del Global Teacher Prize le ha, inoltre, permesso di confrontare il suo metodo di insegnamento con altri insegnanti che lavorano nei campi profughi dell’Asia,nelle prigioni colombiane o nel Pakistan. Grazie a questa sua esperienza ha compreso come il valore umano che aveva voluto trasmettere attraverso la matematica era stato premiato. La scrittrice, quindi, ha deciso di scrivere questo libro per tramettere, attraverso l’uso di un linguaggio semplice, e per far comprendere come la matematica sia uno strumento di uguaglianza e democrazia. In seguito ci è stato spiegato il motivo del titolo: sotto le radici quadrate possono esserci solo valori maggiori o uguali a zero,rappresentati,in tal caso, dalla vita.

Il romanzo narra di un’insegnante di nome Bianca, una giovane docente di italiano e latino alla prima supplenza, descritta con  gli occhi pieni di speranza e preoccupazione.Nello stesso liceo incontrerà Donatella, un’ insegnante di matematica, e insieme instaureranno un rapporto di amicizia che uscirà dalle mura scolastiche. Le due entrano subito in sintonia, poiché Donatella nutre un senso di protezione nei confronti di Bianca e decide di accompagnarla in questo suo viaggio. Con il passare del tempo del due professoresse cominceranno a confidarsi, notando di avere molti punti in comune e scambiandosi consigli.

Per spiegarci come l’esperienza condizioni la realtà, in quanto può verificarsi che quello che ci aspettiamo di vedere non sia realmente quello che poi ci viene mostrato, la professoressa ci ha fatto vedere un filmato, dopo il quale le abbiamo posto diverse domande. Tra queste le è stato chiesto se e quanto è cambiata nel corso degli anni e se ci sarà una seconda parte del libro dal momento che è stato lasciato un finale aperto. Ci ha infatti raccontato che la sua fonte di aiuto è stata un’amica che attraverso la scrittura riusciva a sentirsi libera. Grazie a lei, la professoressa Carimali ha iniziato la stesura del romanzo, facendosi inizialmente aiutare per poi gestirsi autonomamente,tanto da non riuscirsi più a controllare e sentendo costantemente la necessità di scrivere.

Durante l’incontro sono stati presentati diversi lavori realizzati da noi alunni: video, recensioni sul libro, considerazioni sulla matematica, presentazioni multimediali che narravano il romanzo attraverso delle vignette e al termine dell’incontro è stata fatta un’intervista direttamente alla professoressa. La giornata si è conclusa con un arricchimento per noi, che ha portato sicuramente alcune a rivalutare la matematica, non vedendola più come la solita materia monotona e problematica perché non è soltanto numeri ma una forma di pensiero che serve a rendere liberi.              Chiara Lucia Scopece, 3^BS

Recensioni del libro “La radice quadrata della vita”

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